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Madri cristiane

L' Associazione “Madri cristiane”, nacque nel 1981, nello Stato Città del Vaticano, fondata da Suor Carla La Porta, Francescana Missionaria di Maria. Con tale Istituzione si volle rispondere all’esigenza di formazione permanente manifestata da alcune madri di famiglia che, incontrandosi presso la Pontificia Parrocchia Sant’Anna in occasione del cammino catechetico dei figli, chiedevano di essere sostenute nel loro compito di educatrici cristiane. In seguito l’Associazione, sulla base di un’interpretazione più estensiva e spirituale del concetto di maternità, si è aperta anche a laiche nubili, a consacrate, animate da “materno” spirito di dedizione agli altri e desiderose di crescere interiormente. All’Associazione possono iscriversi oltre alle cittadine vaticane anche cittadine italiane, previa presentazione per queste ultime del proprio Parroco o di un Sacerdote. L’Associazione si muove nel contesto della Parrocchia Sant’Anna, ma la sua operosità varca i confini di questo piccolo – grande Stato per rispondere, sempre nei limiti delle sue modeste risorse, a qualche necessità e urgenza di cui viene a conoscenza.

La vita dell’Associazione consta di tre momenti che si fondono e completano a vicenda.

  1. Il primo è dato dalla formazione religioso – spirituale che, oltre a rendere più intimo il rapporto di ciascuna socia con Dio mediante una conoscenza crescente del Suo amore, può offrire alla medesima la possibilità di condividere con gli altri la “Parola” che ha recepito e contemplato. A questo scopo sono invitati alcuni docenti, per lo più sacerdoti, a tenere nella sede delle riunioni cicli di lezioni o qualche conferenza su temi proposti o dal Parroco o dal Gruppo.

  2. Il secondo momento consiste nella preghiera comunitaria: in particolare si chiede a Dio che susciti nuove vocazioni religiose e sacerdotali e sostenga nell'impegno di santificazione personale e di missione apostolica quei religiosi e sacerdoti che già operano nella sua vigna.

  3. Il terzo momento è costituito da un’azione concreta di carità, praticata mediante il sostegno economico di seminaristi poveri, di comunità e istituzioni che si prodigano per ridimensionare l’indigenza materiale di tante persone. Il Gruppo si finanzia con il versamento da parte delle socie di una quota annuale (questa viene stabilita collegialmente), con la vendita annuale di manufatti, confezionati dalle medesime, e di oggetti ricevuti in dono e con qualche sovvenzione da parte di Istituti che apprezzano le finalità dell’Associazione.